Caro Socio, cara Socia,

è da molto tempo che desideravo condividere alcune considerazioni che uno stile di vita, come quello che attualmente siamo chiamati a rispettare, mi ha suggerito. Approfitto, insieme all’intero Consiglio Direttivo, per augurare, a te, alla tua famiglia, all’intera famiglia del Club Alpino, una serena Pasqua!

Questo periodo complicato può essere di stimolo per riflettere su tanti aspetti della nostra passione e su quella che, in un futuro prossimo, sarà la ripresa del nostro andare per monti.

Stare forzatamente chiusi in casa è cosa sgradevole da sopportare, in particolare per chi ama stare nella natura. Siamo sottoposti a un esercizio di pazienza, dote che per molti di noi non è abituale. Presto, molto presto, arriveranno tempi migliori, per affrontare i quali conviene tuttavia prepararsi.

Cosa ha cambiato in noi questa epidemia e cosa cambierà, nei futuri comportamenti sociali?

Credo che uno degli aspetti più importanti riguardi l’acquisizione di una maggiore consapevolezza della responsabilità personale, nel senso di una più profonda e matura percezione della fragilità del sistema sanitario italiano e della necessità di un maggiore rispetto per quel sistema, in particolare – per noi Soci del CAI – per quello che riguarda il Soccorso Alpino e l’eventualità di dovervi ricorrere: il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico è una filiazione del CAI, non un’entità separata, dobbiamo tornare a considerarlo una parte di noi, inscindibile e degna della massima considerazione, per ciò che ha sempre fatto e per ciò che fa, anche in questi giorni difficili.

La necessaria progressività nella riappropriazione degli spazi esterni e l’auspicato ritorno alla vita “ante” implicheranno un periodo di riadattamento, probabilmente lungo, che ci vedrà impegnati ancora in quelle misure di prevenzione consistenti nel rispetto delle distanze di sicurezza tra le persone (oltre al rispetto di tante buone norme di igiene, che molto spesso sono state sottovalutate).

Per il nostro ambito specifico, l’utilizzo dei mezzi di risalita (funivie, seggiovie) e, parallelamente, quello dei rifugi alpini, saranno probabilmente condizionati da regolamenti restrittivi che ci obbligheranno ad un atteggiamento attento e prudente.

Tutto ciò comporterà un ritorno al passato, a un maggiore “lontananza” e isolamento dei luoghi di alta montagna, che saranno raggiungibili – almeno in una prima fase – con qualche difficoltà. Ne deriverà, di conseguenza, la necessità di una maggiore cautela e consapevolezza dell’ambiente e delle proprie capacità, di una più sviluppata percezione e valutazione delle difficoltà e della propria preparazione rispetto ad esse: in due parole, una nuova e più razionale responsabilità nel nostro andare in montagna. Consideriamo che tutto ciò potrebbe anche avere un impatto estremamente positivo sul nostro modo di pensare, riportandoci “con i piedi per terra”, ad una visione più realistica del mondo.

Un ultimo pensiero.

In un contesto comportamentale così profondamente modificato da questa lunga quarantena (alla fine risulteranno essere ben più di quaranta giorni!), dalle considerazioni sulla necessità di una maggiore consapevolezza dell’ambiente e di noi stessi cui ho accennato, ne scaturisce un’altra, forse la più importante. Essa riguarda la necessità, imprescindibile, di diffondere la cultura del seguire percorsi di preparazione tecnica, fisica, mentale, culturale, che passa attraverso la formazione accurata che offrono le Scuole del Club Alpino Italiano, con la loro enorme potenzialità, la preparazione e la forte motivazione del corpo Istruttori, la diffusione capillare sul territorio nazionale.

Ciò che era, ma ancor di più sarà importante per il futuro, è l’impegno nel convincere i neofiti ad abbandonare l’idea balzana di potersi inoltrare, da sprovveduti, su terreni di avventura, improvvisando o – peggio – millantando una sapienza che si acquisisce, invece, con pazienza, tempo, volontà e umiltà. È nostra responsabilità essere portatori dell’idea del valore della formazione.

Buona Pasqua, sperando di incontrarci presto!

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CLUB ALPINO ITALIANO

Sezione dell’Aquila
Il Presidente – Vincenzo Brancadoro