Nell'estate
del '26 - dettate da un'esigenza didattica oltre che dallo strascico
di alcuni precedenti casi di incidenti in montagna (fra i più
clamorosi la morte di A. Leosini nel 1905) - durante i corsi
di alpinismo del GUF, tenuti nell'area dei Rifugio Garibaldi,
vengono per la prima volta ufficialmente effettuate lezioni
ed esercitazioni di soccorso alpino. A cavallo degli anni '30,
una nutrita serie di incidenti mortali noti (Cambi - Cicchetti
e A. Pagani nel '29, Ranieri e D'Onofrio nel '30, Menghini nel
'31) e meno noti dopo l'apertura della Funivia di Campo Imperatore
('34), affrontati da soccorritori improvvisati, fanno nascere
nell'ambiente l'esigenza di una organizzazione predisposta ad
affrontare con criteri più efficienti tali avvenimenti
non più considerati "straordinari".
Gli eventi internazionali che sconvolgono il mondo intorno agli
anni '40 fanno dimenticare il problema.
Negli anni '50 rinasce,
con l'interesse per l'alpinismo e la statistica degli incidenti,
l'esigenza del "soccorso" e, nel '54, la Sezione CAI
di L'Aquila, col contributo di Enti locali, acquista attrezzature
specifiche (canotto AKIA, barelle SAT ed altro) ed organizza
un posto di soccorso in un locale messo a disposizione nell'Albergo
di Campo Imperatore.
Nel '57, la stessa
Sezione (Presidente N. Nanni, capogruppo D. D'Armi) avanza richiesta
ufficiale per l'istituzione di una "Stazione di Soccorso
Alpino" a L'Aquila con posto fisso di chiamata a Campo
Imperatore. Vengono nel frattempo organizzate lezioni ed esercitazioni
di "pronto soccorso" (Dr. V. Di Marco) per "Volontari
del Soccorso Alpino". Il 21/10/'58 tre ricercatori dell'AGIP
Mineraria muoiono nella bufera sul Gran Sasso. Alla ricerca,
che dura quattro giorni, partecipano oltre agli alpinisti della
Sezione di L'Aquila, volontari di entrambi i versanti della
montagna, gli Scoiattoli di Cortina e Alpini del Battaglione
L'Aquila; i corpi dei tre sventurati vengono ritrovati il 24/10
ed il caso ha eco nazionale. Seguono immediati i riconoscimenti
delle Autorità locali e l'autorizzazione a costituire
la "Stazione di Soccorso Alpino di L'Aquila" che viene
ufficialmente istituita il 1° Gennaio '60 (Capostazione
N. Nanni)
Nel '63 (Capostazione D. D'Armi) un incidente che richiede doti
e tecniche alpinistiche di alto livello - il recupero alla base
del 3° Pilastro del Paretone, dopo tre giorni, di C. Leone
gravemente traumatizzato, che ha un esito insperato grazie all'intervento
casuale dei più esperti alpinisti dei Gran Sasso del
momento - innesca l'esigenza di adeguarsi alle analoghe organizzazioni
dell'arco alpino, prefigurando la possibilità di istituzionalizzare
la prospettiva di collaborazione fra i vari gruppi alpinistici
operanti nell'Appennino Centrale.
Il 18/11/'66 viene
istituita la "XX Delegazione (o Zona) del Soccorso Alpino".
Ne dirige l'operato un C.D. presieduto da D. D'Armi e formato
dai Capostazione vecchi e nuovi della Zona: A. Colacchi (L'Aquila),
L. D'Angelo (Pietracamela), L. Barbuscia (Pescara) e le Stazioni
di Terni, Filettino e Cassino. Le Stazioni vengono gestite mediante
l'aiuto (in materiali ed attrezzature tecniche) della Direzione
Nazionale ed il contributo degli stessi volontari (di questo
si è sicuri almeno per la Stazione L'Aquila) che lasciano
al "fondo cassa" della Stazione il simbolico rimborso
spese che ricevono dall'Assicurazione "solo" nel caso
in cui gli infortunati sono soci CAI.
Negli anni '70, dopo
l'istituzione dei Governi Regionali, D. D'Armi fa richiesta
a tale Ente di un contributo finanziario per le necessità
della struttura.
Nell'estate del '74
viene trasferita a L'Aquila una efficiente squadra del SAGF
(Soccorso Alpino Guardia di Finanza) comandata dal Maresciallo
A. Pace. Si instaura un immediato amichevole ed efficace rapporto
di collaborazione col CNSA. Ottobre '74 altro caso clamoroso:
L. Marinacci e A. Palumbo, funzionari della Regione, perdono
l'orientamento nella nebbia sul difficile terreno del versante
Nord di Vado di Ferruccio. Assieme alle squadre del CNSA e del
SAGF, dopo due giorni di inutili ricerche, si schierano amici
e colleghi degli infortunati, C.C. della Scuola della Val Gardena,
elicotteri e quant'altro. Il ritrovamento in extremis, a sera
del quarto giorno - ridotti male ma vivi - suscita vasta eco.
L'esito doppiamente positivo delle operazioni fa leva sull'opinione
pubblica e quindi sulle decisioni politiche. Oltre ad elogi
ufficiali e promozioni a Presidenti e Colonnelli che "hanno
diretto" (con scarsa cognizione di causa !) le operazioni,
c'è un risvolto anche per il CNSA: viene finalmente presa
in considerazione la insistita richiesta di D. D'Armi e nel
'77 (i tempi burocratici sono quelli che sono) viene approvata
la legge che prevede un contributo annuale di Lire 14.600.000
a favore del CNSA regionale.
Marzo '81 - D. D'Armi, per problemi di età e di salute,
lascia la Delegazione. Gli succede D. Alessandri, sostituito
a sua volta, nella direzione della Stazione di L'Aquila, da
R. Furi. Settembre '81 - viene organizzato a Prati di Tivo il
"1° Corso Regionale per Tecnici di Soccorso Alpino"
che verrà istituzionalizzato e ripetuto in seguito periodicamente.
Dura quattro giorno ed ha lo scopo di verificare, aggiornare
ed uniformare tecniche e materiali e di agevolare l'affiatamento
dei volontari di diverse Stazioni, in modo da rendere più
immediata ed efficace la loro eventuale collaborazione. Nella
circostanza viene consegnato a D. D'Armi un diploma con medaglia
in segno di riconoscenza per l'operato a favore del Soccorso
Alpino. Nell'82 la Regione innalza a 30.000.000 il contributo
annuale per il CNSA, ma a criteri di carattere tecnico e logistico
subentrano inevitabilmente quelli di carattere politico-amministrativo:
la XX Zona subisce un ridimensionamento territoriale e assume
un assetto che ricalca quello amministrativo della Regione,
diventando "XX Zona - Delegazione Abruzzo". Le Stazioni
di Terni, Filettino e Cassino passano sotto la competenza delle
rispettive delegazioni regionali; la Stazione di Pietracamela
viene spostata a Teramo ed il gruppo di Chieti diventa Stazione.
In Settembre, a Prati di Tivo, vengono per la prima volta eseguite
esercitazioni simultanee con elicotteri della S.A.R. che già
occasionalmente aveva collaborato col CNSA.
Febbraio '83 - Un gravissimo lutto colpisce la Delegazione:
sul versante Nord di Monte Jenca, durante un'esercitazione invernale,
S. Micarelli, R. Nardis e P.M. Vizioli, della Stazione L'Aquila,
muoiono travolti da una valanga. E' un momento di crisi profonda,
ma si prosegue anche per dare un significato a quelle morti.
Durante
l'estate vengono realizzate in quota, nei punti strategicamente
più importanti, piazzole per elicotteri. Dicembre '84
- viene organizzato a Teramo il primo convegno su "Medicina
e Montagna". Maggio '86 - D. Alessandri rinuncia al rinnovo
dell'incarico e gli succede il Vice Delegato L. Barbuscia, benemerito
pioniere della Istituzione, che gestisce la Delegazione fino
al '96, con analogo criterio. Il seguito è cronaca ed
attualità. |